Addestramento del cane, quando serve

Molto spesso, quando si adotta o si acquista un cane, si sottovaluta il suo aspetto caratteriale. Purtroppo, il più delle volte ci si sofferma all’estetica: che sia piccolo, a pelo lungo, corto, che sia poco ingombrante, o viceversa, che sia imponente, che spaventi eventuali ladri, insomma, il cane è bello perché è vario, ma varia anche il carattere, e non poco. Molti tendono quindi ad acquistare un cane di razza soprattutto per il suo aspetto e ignorando completamente quali possano essere le peculiarità di tale razza. E così si ritrovano con un bellissimo, piccolissimo jack russel che in men che non si dica, se non gestito nel modo corretto, devasterà casa.

Addestramento del cane, ognuno ha il suo carattere

Restando quindi nel tema cani i razza, ognuna ha delle caratteristiche. Per esempio alcuni cani hanno una maggiore necessità di movimento, come i pastori tedeschi da lavoro che hanno una reale necessità di “essere utilizzati” quindi lo stare troppo spesso relegati a casa in pochi metri quadri o, peggio ancora, in giardino alla catena, li renderà frustrati e potenzialmente aggressivi. Ecco perché è importate, qualora si opti per un cane di razza, acquistarlo solo da allevamenti controllati.

Se invece si adotta un meticcio, sapranno dare informazioni esaustive in canile. Solitamente, a meno che non sia incrociato con qualche razza particolarmente impegnativa e non abbia subito traumi, un meticcio si adatta facilmente alla vita domestica e ai nuovi compagni d’avventure, anche ai più piccoli. Va comunque presa in considerazione la taglia, e non tanto per lo spazio, quanto per la capacità di rispondere alle esigenze del cane.

Come addestrare un cucciolo se non hai tempo

cani-02Diciamo subito che se non si ha tempo è bene affidare il cane alle cure di un educatore cinofilo o di un addestratore, figure che comunque, per un’educazione e un addestramento cani completo non possono certamente mancare. Chiaramente si tratta di professionisti pronti a gestire qualsiasi evento e che
quando si tratta di avere il giusto risarcimento
per un danno o un infortunio subito sul posto di lavoro possono farlo perché coperti da un’assicurazione, il privato, invece, o l’istruttore non qualificato, qualora dovesse infortunarsi mentre addestra il cane, non avrà alcun indennizzo.

Il cucciolo va instradato fin dai primi mesi, mediante attività ludiche e rinforzo positivo. La difficoltà più grossa è quella di insegnargli a non distruggere le suppellettili della casa e a fare i suoi bisognini fuori, non sul tappeto persiano.  Ci vuole pazienza, tanta, ma ci vogliono anche le competenze. Tuttavia, se non si ha tempo è inutile perfino provarci perché il discorso della continuità, soprattutto durante il primo periodo è fondamentale.

Come addestrare un cane adulto

E qui il discorso si complica decisamente perché dipende dall’adulto che ci si trova di fronte. Se si tratta di un cane problematico perfino i professionisti possono avere bisogno di tempo per entrare in sintonia col cane. Infatti, molto spesso, soprattutto per quanto riguarda i cani adulti dei canili, si tratta di cani che hanno subito una grave esperienza traumatica, come un abbandonano o una violenza.

E allora questi soggetti non possono essere gestiti, se presentano problemi, da tutti, ma devono fare una vera e propria scuola in modo da essere riabilitati e pronti per vivere in famiglia.

 

Lince dei Balcani a rischio estinzione

La lince dei Balcani: un equilibrio precario

 

La Lynx lynx balcanica, comunemente nota come lince dei Balcani, sottospecie del ramo eurasiatico, è da molto tempo in via d’estinzione: stanziale sui monti di Macedonia ed Albania ad oggi non se ne contano più di 40 esemplari.

Numerose sono le organizzazioni ambientaliste che, specialmente nell’ultimo periodo, si sono mosse a garantire la protezione di questo solitario carnivoro.

Grazie al loro intervento massiccio questo felino sembra aver raggiunto una condizione di equilibrio: continue minacce sembrano, però, voler minacciare questa sottile tranquillità.

 

Lo sfruttamento idroelettrico: ecologia o business?

 

Sono molti anni, infatti, che enti internazionali hanno sviluppato la tendenza ad espandere i propri interessi nello sfruttamento del settore idroelettrico: usufruendo di finanziamenti, anche piuttosto ingenti, volti a finanziare le cosiddette energie rinnovabili, sono state costruite dighe, ed infrastrutture che, alla fine dei conti, poi tanto verdi non sono.

 

Mavrovo l’ultimo rifugio della Lince dei Balcani

 

Questi impianti, una volta dismessi, vengono abbandonati restando eco-mostri in mezzo a scenari spesso, altrimenti, incontaminati; inoltre ad essere modificato non sembra tanto il reddito pro capite delle zone interessate (motivazione spesso addotta per giustificare gli interventi in questo settore): purtroppo è, invece, l’ecosistema a farne le spese e ad essere rovinato in modo, spesso irrimediabile.

 

Mavrovo la casa della lince dei balcani è per il momento l’unico rifugio sicuro

 

Da qualche tempo l’area montana sita tra Macedonia ed Albania è diventata il campo di battaglia tra animalisti ed investitori: infatti è in atto un piano di sviluppo volto a costruire qualcosa come 2000 dighe nella regione.

Quando gli ambientalisti hanno capito che una di queste sarebbe stata collocata nel macedone Parco nazionale di Mavrovo (con un progetto da 100 milioni di euro) hanno fatto appello con veemenza alla ″Convenzione di Berna″ che regola la tutela dell’ambiente su scala europea.

Infatti, il progetto idroelettrico andrebbe a minare l’habitat naturale della lince dei Balcani, condannandola ad estinzione certa.

La ″Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo″ ha avuto a questo punto le mani legate e ha dovuto ritirare il proprio cospicuo finanziamento: per il momento la lince sembra salva.

Però questa spada di Damocle resta ancora sospesa sul resto della regione.

Il problema della Dermatite del Cane

Sintomi della dermatite nel cane

 

La dermatite del cane, qualsiasi sia la sua natura, è una malattia facilmente identificabile poiché si presenta con sintomi evidenti e caratteristici.

I sintomi principali della dermatite sono:

  • Arrossamento della cute
  • Prurito
  • Perdita di pelo e alopecia
  • Formazione di crosticine sulla pelle
  • Formazione di vesciche con la presenza di pus

La dermatite si può riconoscere anche dal comportamento del nostro cane che improvvisamente comincia a grattarsi con insistenza sempre negli stessi punti, arrivando a ferirsi a sangue, si lecca di continuo e appare stanco e sofferente.

Nei casi più gravi possono manifestarsi anche sintomi secondari dovuti all’insorgenza di infezioni come febbre, inappetenza e sonnolenza.

Cane affetto da Dermatite Atopica

Dermatite atopica, quando la malattia è ereditaria

 

I nostri amici a quattro zampe possono soffrire anche di una particolare forma di dermatite di carattere ereditario nota come dermatite atopica.

Si tratta di una malattia molto fastidiosa per l’animale e per la quale non esiste una cura definitiva, ma, deve essere trattata, ogni qualvolta si ripresenta, con una terapia specifica indicata dal veterinario e con l’utilizzo di shampoo specifici. In alcuni casi può essere utile anche intervenire sull’alimentazione abituale dell’animale.

La dermatite del cane atopica presenta tutti i sintomi tipici dell’infiammazione dell’epidermide come:

  • Prurito insistente
  • Pelo unto per eccesso di sebo
  • Cattivo odore
  • Pelle arrossata
  • Perdita di pelo

A questi sintomi se ne aggiungono alcuni specifici come la rinite allergica, gli starnuti e la congiuntivite

Ogni fase di cura deve essere impostata dal veterinario di fiducia, il quale consiglierà anche alcuni accorgimenti base per evitare che la dermatite prenda il sopravvento.

Come ad esempio evitare di condurre il nostro cane in zone dove sono presenti diserbanti, sostanze chimiche e erba appena tagliata.

Lavare il pelo con prodotti delicati ma specifici, solo una volta ogni 3 mesi a seconda del mantello, e spazzolarlo dopo ogni uscita.

Selvatici o Domestici? I 10 casi più strani al mondo di animali “domestici”…

I vip, si sa, farebbero di tutto per aggiudicarsi una copertina, un like o una foto da parte dei loro amatissimi fan. Fra le pazzie delle stelle sono annoverati abbigliamenti bizzarri, nomi impronunciabili e stravaganti per i propri bebè e compagnie animalesche piuttosto fuori dal comune. Se è vero che più di un secolo fa non era inusuale vedere Salvador Dalì a spasso per Madrid con il suo formichiere al guinzaglio, le star più o meno famose dei giorni nostri non sono da meno, in quanto ad eccentricità e stravaganza. Ecco per voi 10 “fantastici” pet dei vip di tutto il mondo.

1. Leonardo Di Caprio, da decenni amatissimo attore sulla cresta dell’onda, non ha badato a spese quando ha scelto il suo animale da compagnia: una simpaticissima testuggine acquistata per ben 400 dollari.

2. Miley Cyrus, una volta seppellito l’amatissimo cane Floyd, ha deciso di dotarsi di un buffo maialino, che ha chiamato Budda Sue, protagonista indiscusso di numerosi tweet della cantante. Il maialino è sempre al fianco della cantante: sul treno, in camerino, nelle camere dall’albergo, Miley non perde occasione per trascorrere qualche ora in compagnia del suo amato animaletto.

3. Nicole Kidiman punta, invece, sugli alpaca che fa pascolare liberamente nella sua tenuta. Qui gli animali sono liberi di muoversi in ampi spazi, oltre che costantemente controllati da veterinari e specialisti.

4. Honky e Tonky, due simpaticissimi fratelli asinelli, sono stati, invece, la scelta bizzarra di Reese Witherspoon.

5. Tori Spelling, amatissima attrice dai tempi di Beverly Hills 90210, ha collezionato negli anni una serie di bizzarri animali domestici: iniziando da alcune galline e finendo con Suzy, una simpatica capretta dal pelo candido.

6. Sesto posto per la scimmietta Bubble, appartenente al rimpianto e sempre amato Micheal Jackson. Bubble era diventata una vera e propria ossessione per l’artista al punto che lo stesso voleva sottoporla ad un intervento chirurgico per impiantarle le corde vocali. Il suo obiettivo: riuscire finalmente a parlare con la sua amata Bubble e, soprattutto, avere una sua risposta.

7. Mike Tyson custodisce da anni uno splendido esemplare di tigre del Bengala. L’animale, dall’aspetto regale e maestoso, è apparso all’interno del film “Una notte da leoni” dove anche Tyson ha una simpatica parte.

8. Paris Hilton non pone limiti all’amore per gli animali: oltre ai diciotto cani, possiede anche un cercoletto ed un opossum. Paris ha inoltre confessato una strana passione per le rane, nonostante attualmente non ne possieda.

9. Triste storia quella che nel passato ha legato George Clooney al suo amato maiale vietnamita Max. L’attore era così legato al suo animale domestico da decidere di contattare una medium per ristabilire un contatto con lui, deceduto ormai da anni.

10. Se siete curiosi di conoscere dal vivo un lemure, basta farsi ospitare a casa della bella Claudia Romani. La modella, residente a Miami, trascorre il tempo fra un servizio fotografico e l’altro riempiendo i social network con buffe immagini del suo amato Charlie.

Gli animali più buffi da tenere in casa

Gli animali sono da sempre una compagnia più che gradita nelle case italiane in quanto portano allegria e divertimento sia tra gli adulti che tra i più piccoli. E’ stato dimostrato da molte ricerche scientifiche, che avere un animale in casa infatti migliora l’umore e allo stesso tempo riduce anche le tensioni e lo stress.

Ma quali sono gli animali più belli e più adatti all’ambiente domestico?

Sicuramente cani e gatti sono al primo posto. Questi due tipi di animali sono ideali soprattutto per chi vive in appartamento e nelle grandi città in quanto sono facilmente educabili e convivono bene con l’uomo. Tra le razze di cani più belle ci sono sicuramente lo yorkshire e il pechinese che, date le loro ridotte dimensioni, sono anche facilmente gestibili. Gli amanti della taglie più grandi apprezzeranno la compagnia dei chow chow, cani che, a dispetto delle loro dimensioni, sono molto tranquilli e vanno d’accordo anche con i bambini.
I gatti più belli e più adatti alle mura domestiche sono sicuramente i persiani e il comune gatto europeo, dal carattere docile e affettuoso.

Uccelli come pappagalli, canarini e diamantini abbelliscono e rallegrano con i loro canti l’ambiente domestico ed inoltre, se adeguatamente addestrati, si possono anche lasciare liberi per la casa. E’ il caso dell’ara e del cenerino che, oltre ad essere molto belli, imparano anche a parlare e a vivere liberi insieme all’uomo.

Altri animali che ultimamente stanno spopolando nelle case degli italiani sono i conigli come le teste d’ariete, esemplari mansueti che non sporcano molto e si abituano facilmente ad utilizzare la lettiera.

Naturalmente ci sono anche i piccoli roditori come criceti e topolini da tenere però in gabbia in quanto sono più difficili da gestire. I cincillà sono dei roditori molto simpatici e allo stesso tranquilli che non hanno bisogno di cure particolari ma solo di una visita periodica dal veterinario. Chi ha poco spazio per ospitare un animale ingombrante può sempre acquistare un patauro dello zucchero (detto anche scoiattolo volante) o un cane della prateria che, se presi da piccoli, possono convivere tranquillamente con l’uomo dimostrandosi anche molto giocherelloni.

Molto particolari e adatti alle mura domestiche sono i maialini nani vietnamita, una razza socievole e intelligente che può adattarsi, senza causare problemi, alla presenza di altri animali soprattutto dei cani.

Infine, un acquario con pesci colorati è sempre bello da tenere in casa. Ci sono molti pesci ornamentali come la bellissima carpa Koi dai tanti colori e sfumature diverse e il Betta Splendens, conosciuto anche come pesce combattente.

I migliori amici dell’uomo

Gli animali sono in grado di insegnare all’uomo alcuni valori fondamentali: la forza, il coraggio e la tenacia nell’affrontare determinate situazioni.
In particolare, il cane è, prima di tutto, un dolcissimo compagno di viaggio: ci insegna tanto, soprattutto come divertirci. Inoltre, è un ottimo ascoltatore, in quanto è in grado di percepire le nostre emozioni e consolarci nel momento del bisogno. Ecco perché bisogna non abbandonarli perché servono anche per il nostro divertimento quotidiano

Molti sono convinti che il miglior amico dell’uomo sia il cane, ma non è affatto l’unico.
Anche il cavallo ha un’enorme capacità di affezionarsi alle persone. Basti pensare quando, in passato, i cavalieri combattevano in groppa al proprio destriero, il quale era pronto anche a morire pur di rimanere accanto al proprio padrone. Ma il cavallo, oltre ad essere utile, è un fedele compagno con il quale fare passeggiate nei boschi o in riva al mare. Inoltre il cavallo, insieme all’asino e a tanti altri amici a quattro zampe, è un animale adatto per aiutare i bambini con difficoltà e disabilità. La sua conformazione fisica e la sua andatura facilitano il recupero della mobilità delle articolazioni. Gli asini, grazie alla loro affettuosità e capacità di comunicazione, possono migliorare eventuali difficoltà di relazione, attenzione e aggressività nei bambini.

L’altro migliore amico dell’uomo è certamente il gatto. Innanzitutto sfatiamo il luogo comune secondo il quale il gatto si affeziona molto di più alle mura domestiche che al proprio padrone. Chiunque possegga un micio può affermare che esso è in grado di instaurare forti legami con coloro i quali si prendono cura di lui.
I nostri amici felini possono affiancare persone affette da nevrosi, soprattutto se si tratta di anziani, senza necessitare del senso di responsabilità che un cane richiede.
C’è un animale i cui gesti non sono eclatanti, tuttavia esso è in grado di stare vicino all’uomo: il coniglio. Con il suo sguardo espressivo è in grado di comunicare i suoi stati d’animo.

Infine, il pappagallo può essere un ottimo compagno di pasti. Mangiare in compagnia di un pappagallo potrebbe essere salutare per noi, in quanto esso si nutre di frutta secca, frutta fresca, verdura, semi, legumi e cereali… tutti ricchi di fibre, vitamine e sali minerali.
Inoltre i pappagalli sono degli abili vocalizzatori: molti di loro sono in grado di imitare le nostre parole ed intonazioni e di utilizzarle in maniera adeguata in base alle situazioni. La loro capacità espressiva con fischi e vocalizzazioni porta a simpatici scambi e duetti vocali.

Gli animali più pericolosi del globo

Quando si parla di pericolosità degli animali, bisogna sempre fare una precisazione: l’animale, al contrario dell’uomo, agisce per istinto e sempre per un valido motivo. Quello che a noi può apparire un atteggiamento aggressivo gratuito, è al contrario la risposta naturale che l’animale ha nei confronti dell’uomo invasore, spesso il più pericoloso di tutti gli animali.

I serpenti e gli insetti

In natura non esiste altro animale così piccolo eppure così pericoloso. Armati di denti e aculei che sparano nell’organismo quantità di veleno tali da stroncare all’istante, serpenti e insetti sono di sicuro meritevoli del primo posto nella speciale classifica degli animali più pericolosi del globo. Il serpente più insidioso è senza dubbio il Taipan, in grado di iniettare 110 mg di veleno con un singolo morso. Una quantità sufficiente per uccidere un centinaio di esseri umani. Gli insetti più pericolosi sono le zanzare anofele, causa di 219 milioni di casi di malaria e di 660.000 morti ogni anno. Un altro rettile letale è il drago di Komodo, con il suo veleno che provoca paralisi, shock e perdita di coscienza. E a proposito di rettili, evitate di dar da mangiare ai coccodrilli.

Mammiferi grossi e pericolosi

I mammiferi, sebbene non sparino veleno, sono altrettanto pericolosi. L’Orso Polare, ad esempio, nonostante sembri docile e carino è in realtà uno spietato mangiatore di carne: nonostante la sua dieta consista in grasse foche, le sue zampe sono dotate di artigli così affilati da poter addirittura aprire il cranio di un uomo. E non temono l’essere umano. Altrettanto pericoloso è l’Elefante Africano: a differenza del cugino indiano, questo monumentale mammifero è tutt’altro che domestico e, se minacciato, è in grado di caricare provocando un’autentica strage. Lo stesso vale per l’Ippopotamo: in Africa è l’animale che causa più morti ogni anno, insieme al Bufalo Nero. E se vi viene in mente di partecipare ad un safari, non azzardatevi ad aprire le portiere dell’auto: Katherine Chappell, editor della serie TV del Trono di Spade, l’ha fatto ed è stata sbranata da un leone.

Blu profondo

Dalla terra all’acqua: il passo è veloce, altrettanto i killer marini. Se la superficie degli specchi acquatici va sempre tenuta sott’occhio per via di coccodrilli e ippopotami, immergersi nella zona marina sbagliata potrebbe causare guai addirittura peggiori. Lo Squalo Bianco è l’assassino per eccellenza: in realtà le statistiche dicono che sia più probabile essere colpiti da un fulmine piuttosto che attaccati dal mostro. Se accade, però, non c’è via di scampo. Chiudiamo la classifica con un animale marino adorato dagli amanti della cucina: il polpo. Quando andate a pesca fate attenzione al colore. Se siete in Africa o in Giappone e vi imbattete in un polpo blu, lasciatelo perdere: la tossicità del suo veleno supera di ben 10.000 volte il cianuro.

Come educare un cane!!!

Condividere la vita quotidiana con un cane è una delle esperienze più belle che la vita può regalare: imparare a capire il linguaggio l’uno dell’altro, vivere esperienze insieme, rispettare i suoi bisogni e i suoi spazi dona all’uomo un’opportunità unica di crescita. Perché la convivenza, però, sia davvero positiva e piacevole è necessario che il cane sia ben educato sin da cucciolo alla convivenza civile con il suo compagno umano e con le altre persone. Un cane educato sarà in grado di seguirci in ogni momento della giornata senza dare problemi e rispettando le regole che gli abbiamo insegnato: e un cane che può stare più tempo possibile con il suo “padrone” è un cane più felice.

Esistono varie teorie su come il cane dovrebbe essere educato. In passato si tendeva ad utilizzare metodi coercitivi basati sul rinforzo negativo, cioè sulla rimozione di qualcosa di spiacevole nel momento in cui l’animale si comporta bene, oppure sulla punizione negativa, quindi sulla rimozione di qualcosa di piacevole per il cane nel momento in cui assume un comportamento sbagliato. In entrambi i casi, dunque, si interviene non appena l’animale commette un errore.

Il sistema che negli ultimi anni ha preso piede, invece, è basato sul principio esattamente opposto. Questo metodo, che si dice del rinforzo positivo, consiste nel premiare le azioni positive del cane, ignorando i suoi comportamenti negativi. Questo metodo educativo, in realtà, può essere applicato con grande successo anche sui bimbi perché è un tipo di atteggiamento che rispetta totalmente l’individualità, il carattere e i desideri del piccolo, umano o animale che sia. Tutto quello che serve, è qualche premio succulento da portare sempre con sé.

Vediamo meglio cosa fare. Se, ad esempio, l’obiettivo che scegliamo è che il cane impari a sdraiarsi tranquillo accanto a noi quando noi ci sediamo, cominceremo accomodandoci in modo sicuro e rilassato, per trasmettere al cucciolo una sensazione di calma e non di nervosismo. A questo punto, lasceremo che capisca da solo cosa fare: all’inizio, tenterà di sicuro di attirare la nostra attenzione richiamandoci con lamenti, abbai, o saltandoci addosso. Tutto quello che dovremo fare è ignorare completamente questi atteggiamenti e rivolgergli la nostra attenzione solo nel momento in cui si sarà calmato e si sarà steso da solo. In quel preciso momento, andremo a rinforzare positivamente la sua azione con una carezza e un bocconcino. Se ripeteremo più volte questo tipo di azione, sarà l’animale stesso a collegare automaticamente il comportamento giusto con l’arrivo di un premio e vorrà ripetere l’esperienza. Si potrà poi mettere alla prova l’animale ripetendo la prova in ambienti diversi, anche in presenza di stimoli estranei e rumori sconosciuti.

Col passare del tempo, il giusto comportamento diventerà per lui una consuetudine che potremo premiare anche solo con un “bravo” o una semplice carezza. Una buona educazione ci ripagherà della pazienza e del tempo che dovremo impiegare e ci regalerà il piacere di portare il nostro amico sempre con noi ovunque andiamo senza problemi.

Gli animali abbandonati…

Ogni anno si propone l’annoso problema sull’abbandono degli animali, fenomeno in continua crescita, i dati forniti dall’associazione in difesa degli animali, l’Aidaa, non sono confortanti, con numeri che crescono inesorabilmente di anno in anno, con maggiori punte durante il periodo estivo. Il bombardamento mediatico e la conseguente sensibilizzazione che invita a non compiere il gesto abominevole dell’abbandono non sembrano riuscire a marginare il fenomeno. Tantomeno non intimidisce gli animi il reato contravvenzionale, che prevede fino a un anno di reclusione e fino a 10.000 mila euro di sanzione, nel caso in cui si abbandoni o maltratti un animale. Il perché di un fenomeno così largamente diffuso è da ricercare nella profonda incapacità di gestire nel tempo un animale domestico, che implica impegno, cura e responsabilità. L’abbandono è una condizione che si concentra maggiormente nel periodo estivo, momento in cui il nostro fedele compagno diventa, suo malgrado, una sorta d’impedimento e aprire lo sportello della macchina e lasciarlo al suo destino crudele sembra la soluzione più logica. Un gesto che sentenzia la loro condanna a morte o se saranno più fortunati si ritroveranno negli spazi angusti di un canile. Avvilente il pensiero di quegli occhi supplicanti che vedono sparire nel nulla chi si mostrava un padrone amorevole. Le conseguenze tragiche dell’abbandono in strada rappresentano un costo per l’intera società. I nostri amici a quattro zampe trovandosi all’improvviso soli e allo sbaraglio, vagano inconsapevoli per le strade creando incidenti stradali spesso mortali. I centri dediti all’accoglienza dell’animale domestico, sono al collasso. Le giustificazioni dei padroni scellerati, per allontanare gli animali, sono delle più ingegnose: improvvise e fatali allergie estive al pelo del gatto o del cane; presunto proprietario che muore il 14 di Agosto; fulminea crisi economica.

Eppure le soluzioni per limitare questo dramma sono molteplici. Per prima cosa una maggiore consapevolezza: far arrivare nella nostra vita un animale implica una forte responsabilità. Non dimentichiamo che la sua vita è strettamente legata alle nostre cure giornaliere, comprese quelle veterinarie, che necessità di spazi vitali e di attenzioni. Non è un fagotto che si può lasciare solo. Acquisito questo concetto fondamentale, le soluzioni immediate per il loro soggiorno estivo possono essere rappresentate dalle strutture alberghiere che diventate più tolleranti, ospitano volentieri i nostri amici, gli stabilimenti balneari si sono attrezzati con spiagge comode a loro riservate. Se invece si preferisse viaggiare in solitudine, esistono delle pensioni o dei veri e propri nidi studiati per garantire il massimo confort e riposo ai nostri animali. Inoltre non mancano i dog-sitter, solitamente giovani ragazzi che senza richiedere somme di denaro esorbitanti s’impegnano a curare il nostro amico fino al nostro rientro.

Gli animali ci donano il loro amore incondizionato, affiancandoci scodinzolanti nei momenti di felicità, rallegrandoci nei periodi infelici. Ogni giorno della loro breve esistenza restano fedeli al loro padrone. Impegniamoci allora a non abbandonarli perché anche la nostra vita, sporcandosi con un gesto così riprovevole non potrà più essere la stessa.